Conte, autonomia: “Garantita solidarietà nazionale”

“La Manovra correttiva non serve, lavoriamo a unʼinversione di rotta”


“Ci sono due miliardi a garanzia e i fondamentali dellʼeconomia italiana sono solidi. Io sono nel pieno delle mie prerogative, esattamente come tutti i ministri di questo governo”

“Non riteniamo necessaria alcuna Manovra correttiva, dobbiamo solo continuare nel razionale ed efficace utilizzo delle risorse già stanziate”. Lo ha detto, durante il question time in Senato, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Parlando del tema autonomia il premier ha detto che si farà “garante della solidarietà nazionale e che le risorse allocate allo Stato nelle altre Regioni rimarranno invariate”.

Sulla Manovra Conte ha aggiunto che “a garanzia degli obiettivi di finanza pubblica, la legge di bilancio contiene misure di monitoraggio dei conti e un meccanismo di accantonamento di risorse sino a 2 miliardi”. Tali risorse, i due miliardi accantonati, “potranno essere utilizzate o meno a seconda dello stato del ciclo economico”, precisa il premier.

E assicura che il governo rimane fiducioso “nelle sue stime di crescita, perché valutiamo che il secondo semetre 2019 sarà accompagnato da un allentamento delle tensioni commerciali e da condizioni più favorevoli”.

“Lavoriamo a un’inversione di rotta” – I fondamentali economici dell’Italia, assicura, “restano solidi. Stiamo accelerando l’attuazione e l’applicazione delle varie misure approvate in questi mesi, affinché il più presto possibile possano dispiegare i suoi effetti. Effetti che contribuiranno a una crescita progressiva soprattutto nella seconda metà dell’anno.

Stiamo lavorando a un’inversione di rotta rispetto al segno meno degli ultimi mesi”. Conte ribadisce la sua “assoluta determinazione a disinnescare le clausole di salvaguardia dell’Iva per gli anni 2020 e 2021, così come già avvenuto per il 2019 nella legge di bilancio”.

“Stiamo lavorando – aggiunge – a una complessiva revisione del sistema di tax expenditures, volta anche a rimodulare le detrazioni fiscali in un’ottica di produttività ed efficienza”.

Appalti, codice da riformare in fretta – “Stiamo intervenendo con molta decisione per riformare il codice dei contratti pubblici – spiega Conte -. Anzi, vi anticipo che con il ministro Toninelli stiamo pensando di anticipare alcune misure del codice dei contratti pubblici perché il Paese no può aspettare e la crescita economica non può tardare”.

“Nessuno ci detta l’agenda di governo” – Rispondendo a Massimo Mallegni, senatore di Forza Italia, Conte rivendica che “il sottoscritto e qualsiasi ministro è nel pieno delle sue prerogative: di questo può essere assolutamente tranquillo. Tutti agiamo con la più ferma determinazione per difendere gli interessi degli italiani, è l’unica ragione che ci guida”.

E afferma: “Non intendiamo farci dettare l’agenda da ipotesi o previsioni di sorta. Alle ipotesi rispondiamo con azioni concrete. Stiamo seguendo un percorso ben chiaro e non ci lasciamo distrarre dalle voci dissonanti che si levano dal dibattito politico ed economico”.

“Autonomia, apriamo il confronto” – In merito alle intese sulle autonomia Conte spiega che “il governo è disponibile ad aprire un confronto con il Parlamento nelle forme che verranno definite nel rispetto delle prerogative delle Camere, nell’ambito di un processo di trasferimento di competenze legislative, che assume un rilievo costituzionale e che vede il Parlamento necessariamente coinvolto”.

In ogni caso, “sin dalla redazione del Contratto per il cambiamento”, il premier precisa che “è chiaramente evidenziato che il percorso del regionalismo differenziato dovrà tenere in considerazione non solo le peculiarità delle realtà territoriali, ma anche la piena realizzazione della solidarietà nazionale, nell’ambito della tutela dell’unità giuridica, di quella economica e dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali”.

“Le riserve auree di Bankitalia tutelano la moneta” – Il presidente del Consiglio sottolinea poi che “la proprietà delle riserve auree nazionali è della Banca d’Italia, ente pubblico che svolge le funzioni di banca centrale della Repubblica italiana. L’utilizzo della riserva aurea rientra fra le finalità istituzionali della Banca, a tutela del valore della moneta”.

E aggiunge: “Un intervento normativo volto a modificare gli assetti della proprietà aurea di Bankitalia, ancorché nell’ambito della discrezionalità politica del legislatore nazionale, andrebbe valutato, sul piano della compatibilità, con i principi basilari che regolano l’ordinamento del Sistema europeo delle Banche centrali”.

tgcom24.mediaset.it, 21.02.2019